
Mantenere il proprio impianto intelligente fresco (e i cavi intatti)
Passare a un sistema digitale richiede molto di più che semplicemente aggiornare il software. È necessario disporre di hardware in grado di gestire il calore generato – in particolare quei cicli di riscaldamento causati dai dati processati, che possono danneggiare il sistema se non si fa attenzione.
La maggior parte di noi utilizza sistemi a infrarossi ad alta efficienza per la gestione dell’energia termica: tali sistemi entrano in funzione non appena il PLC invia un comando. Tuttavia, c’è un problema: i cavi devono essere altrettanto resistenti quanto gli stessi elementi riscaldanti.
Perché scegliamo il PTFE (Teflon)
Se avete mai visto l’isolante dei cavi fondersi e diventare appiccicoso, allora capite perché utilizziamo cavi rivestiti di Teflon.
Gli elementi riscaldanti a semiconduttori generano un calore molto elevato. Gli isolanti standard in PVC o silicone non riescono a resistere a questo tipo di calore; si deteriorano o iniziano a “emettere sostanze chimiche”, il che può danneggiare i componenti del sistema.
Il PTFE è diverso: rimane stabile anche quando le temperature sono elevate e non subisce danni a causa delle sostanze chimiche presenti nelle stanze pulite. Non si restringe, non si crepa… rimane fermo al suo posto, proteggendo così i circuiti anche quando i cavi sono posizionati in spazi ridotti.
Gestire il “lato digitale” del calore
In un impianto intelligente, il sistema a infrarossi non funziona semplicemente come un interruttore. Spesso vengono utilizzati circuiti PID con commutazioni ad alta frequenza. Questo significa che i cavi devono affrontare continue variazioni di temperatura. Il Teflon permette ai cavi di resistere a queste variazioni senza diventare fragili. Questo è fondamentale, poiché permette ai sensori e ai cavi di funzionare correttamente. Non ci saranno più errori nei dati, causati dal deterioramento dei cavi.
Il compromesso: resistenza contro flessibilità
Il PTFE non è perfetto: è resistente, ma non è altrettanto flessibile come il silicone. Se l’impianto richiede curve strette o movimenti continui, bisogna prestare attenzione al raggio di curvatura dei cavi. Se si forzano troppo le curve, si crea uno stress sul nucleo di rame, il che può portare a danni.
Di solito consiglio l’uso di questi cavi per array a infrarossi in posizioni fisse, dove la stabilità è fondamentale. Se si utilizzano cavi di qualità fin dall’inizio, si evitano problemi futuri legati al deterioramento dei cavi.